Lasonil Antinfiammatorio e Antireumatico 220 Mg 24 Compresse Rivestite | Acquista Online su Farmaclick
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Lasonil Antinfiammatorio e Antireumatico 220 Mg 24 Compresse Rivestite | Acquista Online su Farmaclick
Cosa è Lasonil Antinfiammatorio E Antireumatico 220 mg
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei.
PRINCIPI ATTIVI:
Naprossene.
ECCIPIENTI:
Cellulosa microcristallina, povidone K 30, talco, magnesio stearato.
Pellicola di rivestimento: Opadry Blue YS 1-4215.
INDICAZIONI:
Trattamento sintomatico di mal di testa, mal di schiena, dolori artico lari e muscolari, mal di denti e malattie da raffreddamento.
E' inoltre indicatore contro i dolori mestruali ei dolori di minore entita' nell'artrite.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDARI:
Ipersensibilita' al principio attivo, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati; anamnesi, orticaria o reazioni di tipo allergico in seguito all'assunzione di acido acetilsalicilico o altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei; insufficienza renale di grado severo (clearance della creatinina inferiore a 20 ml/min); insuffienza cardiaca di grado severo; cirrosi epatica ed epatiti gravi; in corso di terapia intensiva con diuretici; ulcera gastrica e duodenale; soggetti con emorragia in atto oa rischio di emorragia; in corso di trattamento con anticoagulanti in quanto nesinergizza l'azione; gravidanza e allattamento; adolescenti al di sotto dei 16 anni;
POSOLOGIA:
Modo di somministrazione: la compressa rivestita con film deve essere assunta per via orale con un bicchiere d'acqua, a stomaco pieno.
Adulti e adolescenti al di sopra dei 16 anni: 1 compressa ogni 8 - 12 ore.
E' possibile che si abbia maggiore beneficio iniziando con 2 compresse seguite da 1 compressa ogni 12 ore, secondo necessita'.
La dose massi ma giornaliera e' di 3 compresse.
Gli effetti indesiderati possono essere ridotti utilizzando la dose minima efficace, per la durata piu' breve possibile di trattamento per controllare i sintomi.
Non usare per piu' di 7 giorni per il trattamento sintomatico del dolore e per piu' di 3 giorni per le malattie da raffreddamento senza controllo medico.
Anziani: utilizzare il minimo dosaggio.
Pazienti con insufficienza renale, epatica o cardiaca: in pazienti con insufficienza renale e/o card iaca e/o grave insufficienza epatica puo' essere necessaria una riduzione del dosaggio.
Popolazione pediatrica: la sicurezza e l'efficacia nei bambini al di sotto dei 16 anni non sono state ancora stabilite.
CONSERVAZIONE:
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
AVVERTENZE:
Il prodotto non e' indicatore per i dolori del tratto gastrointestinale.
L'uso del farmaco deve essere evitato in concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2.
Gli effetti indesideratin o essere ridotti al minimo con l'uso della piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.
Reazioni anafilattiche/anafilattoidi: analgesici, antipire, antinfiammatori non-steroidei possono causare gli effetti disensibilita', anafilattoide fatali, comprese quelle di seguito tipo anafilattico (anafilattoide), anche in soggetti senza precedenti di ipersensibilita' in un'esposizione a questo tipo di farmaci .
Queste possono presentarsi in soggetti con storia di angioedema, al terata reattivita' bronchiale (asma), rinite, poliposi nasale, patologie allergiche, patologie respiratorie fornite o sensibilita' all'acid o acetilsalicilico.
Questo puo' accadere anche in pazienti che manifestano reazioni allergiche (reazioni cutanee, orticaria) al naprossene o ad altri FANS.
Dopo somministrazione di analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei e' possibile il peggioramento dell'asma.
Le reazioni anafilattoidi, come l'anafilassi, possono avere esito fatale .
Reazioni cutanee: gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrol isi epidermica tossica, sono state riportate molto rare in associazione con l'uso dei FANS.
Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piu' alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento.
Interrompere il farmaco alla prima comparsa di rash cutaneo, lesione della mucosa o altro segno di ipersensibilita'.
Anziani: hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali.
Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perfo razione, che possono essere fatali.
Negli anziani e nei pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e' piu' alto con dosi aumentate di FANS.
Questi pazienti devono dover essere il trattamento con la più bassa dose disponibile.
L'uso concomita nte di agenti protettivi (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di acido acetilsalicilico o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali.
Pazienti con storia di tossicita' gastrointestinale, in particolare anziani, devono ri ferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattam ento.
Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci co ncomitanti che possono aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'acido acetilsalicilico.
Quando si verifica emorragia o ulcerazione ga strointestinale in pazienti che assumono il farmaco ottenuto il trat tamento.
I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiche' tali condizioni possono essere esacerbate.
Ritenzione di sodio e liquidi in patologie cardiovascolari e edema periferico: cautela e' richiesta prima di iniziare il trattamento nei pazienti con a namnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiche' in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ipertensione ed edema.
Effetti cardiovascolari e cere brovascolari: studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di coxib e di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi.
alcuni dati suggeriscano che l'uso di naprossene (1000 mg/die) possa essere associato ad un piu' basso rischio, un certo rischio non puo' essere escluso.
Non ci sono dati sufficienti relativi agli effetti della bassa dose di naprossene da 220 a 660 mg per arrivare a precise conclusioni su possibili bili rischi trombotici.
Effetti epatici: gravi reazioni a livello epatico, inclusi ittero ed epatite (di cui casi fatali) sono stati ridotti con l'uso di naprossene sodico o di altri antinfiammatori non steroidei.
E' stata inoltre segnalata reattivita' crociata.
Fertilit a': l'uso del farmaco e' sconsigliato nelle donne che intendono iniziare re una gravidanza a causa di effetti sull'ovulazione, reversibili all'interruzione del trattamento.
La somministrazione del medicinale deve essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che si s ottopongono a indagini sulla fertilita'.
I soggetti con disturbo della coagulazione, devono essere controllati poiche' il napro ssene inibisce l'aggregazione piastrinica e puo' prolungare il tempo di sanguinamento.
Nel caso di insufficienza epatica, il trattamento con comitante con altri farmaci, come altri analgesici, steroidi o terapia diuretica intensiva, o in caso di precedenti effetti indesiderati co n analgesici, antipiretici ed antinfiammatori non-steroidei, il prodotto va somministrato con cautela.
Una compressa contiene circa 20 mg di sodio.
INTERAZIONI:
>>Interazioni con altri medicinali.
Ciclosporina: con l'utilizzo conco mitante di ciclosporina la concentrazione di quest'ultima puo' essere aumentata, aumentandone il rischio di nefrotossicita'.
Litio: possono essere aumentati i livelli di litio, che puo' indurre nausea, polidipsia, poliuria, tremori e confusione.
Metotressato: l'utilizzo del farma co in concomitanza con metotressato (a dosi superiori a 15 mg/settiman a) puo' portare ad un aumento delle concentrazioni di metotressato, co n aumento del rischio di tossicita' di questa sostanza.
FAN: non somm inistrare il medicinale in associazione con farmaci a base di naprosse ne, acido acetilsalicilico o altri analgesici, antipiretici, antinfiam matori per aumento del rischio di gastrointestinale.
Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastroint estinale.
Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli a ncoagulanti come il warfarin (aumento del tempo di protrombina e dim inuita aggregazione piastrinica).
Agenti antiaggreganti e inibitori se letti del reuptake della serotonina (SSRI): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale.
Il naprossene riduce l'aggregazione piastrinica e prolunga il tempo di emorragia.
Di questo si deve tenere conto quando viene determinato il tempo di emorragia.
Diuretici, ACE i nibitori e antagonisti dell'angiotensina II: i FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi.
In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa) la co-somminist razione di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi puo' port are ad un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprend e una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile.
Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono il farmaco in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell'angiotensina II.
Quindi, la combinazione deve essere somministrata con caute la, specialmente nei pazienti anziani.
I pazienti devono essere presi in considerazione e deve essere preso in considerazione nel monitoraggio della funzione dopo l'inizio della terapia concomitante.
Nell'impiego breve termine non sono da attendersi a breve clinicament e significativo con i seguenti medicinali: antiacidi; antidiabetici; i dantoinici; probenecid; zidovudina.
Interazioni con gli alimenti: la v elocita' di assorbimento del naprossene puo' essere rallentata dalla c ontemporanea assunzione di cibo.
Interferenza con esami di laboratorio : il naprossene sodico interferisce con le analisi dei 17-chetosteroidi ie dell'acido 5-indolacetico urinari.
EFFETTI INDIDERATI:
Patologie cardiache/patologie vascolari: in associazione al trattamento con i FANS sono stati ridotti edema, ipertensione e insufficienza cardiaca.
Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso d ei coxib e di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattame nti di lunga durata) puo' essere associato ad un modesto aumento del r ischio di eventi trombotici arteriosi (per es.infarto del miocardio o ictus).
Patologie gastrointestinali: gli eventi avversi piu' comunime nte osservati sono di natura gastrointestinale.
Possono verificarsi ul cere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani.
Dopo la somministrazione del farmaco sono stati ridotti: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione , dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn.
Meno frequentemente sono stati osservate gastriti.
Patologie della cute e del tessuto sottocuta neo: reazioni bollose includenti sindrome di Stevens Johnson e necroli si epidermica tossica (molto rare).
Il medicinale provoca un modesto aumento transitorio, dose dipendente, del tempo di sanguinamento.
Tuttavia questi valori spesso non superano il limite superiore dell'in tervallo di riferimento.
Nell'elenco seguente sono previsti gli effetti indesiderati osservati con medicinali a base di naprossene e napros sene sodico.
La frequenza dei possibili effetti indesiderati elencati di seguito viene definita usando la seguente convenzione: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100,< 1/10), non comune (>=1/1000,< 1/100), rar o (>=1/10.000,< 1/1.000), molto raro <10.000), non nota.
Disturbi del sistema immunitario.
Molto raro: anafilassi/reazioni anafilattoidi, compreso lo shock con esito fatale.
Disturbi del metabolismo e della nut rizione.
Raro: iperglicemia, ipoglicemia.
Patologia del sistema emolin fopoietico.
Molto raro: disturbi dell'emopoiesi (leucopenia, trombocite openia, agranulocitosi, anemia aplastica, eosinofilia, anemia emolitica a).
Disturbi psichiatrici.
Molto raro: disturbi psichiatrici, depressi one, disturbi del sonno, difficolta' di concentrazione.
Patologia del sistema nervoso.
Comune: capogiro, cefalea, stordimento; non comune: s opore, insonnia, sonnolenza; molto raro: meningite asettica, disordini cognitivi, convulsioni.
Patologia dell'occhio.
Molto raro: disturbi visivi, opacita' corneale, papillite, neurite ottica retrobulbare, papi lledema.
Patologie dell'orecchio e del labirinto.
Non comune: vertigin e; molto raro: calo dell'udito, tinnito, disturbo dell'udito.
Patologie e cardiache.
Raro: tachicardia; molto raro: scompenso cardiaco congest izio, ipertensione, edema polmonare, palpitazioni.
Patologie vascolari.
Molto raro: vasculite.
Patologie respiratorie toraciche e mediastini che.
Molto raro: dispnea, asma, polmonite eosinofila, alveoliti.
Patologie gastro-intestinali.
Comune: dispepsia, nausea, pirosi, dolore add ominale; non comune: diarrea, costipazione, vomito; raro: ulcera pepti ca con o senza emorragia o perforazione, emorragia gastrointestinale, ematemesi, melena; molto raro: pancreatite, colite, ulcere aftose, sto matite, esofagite, ulcerazioni intestinali, dolori addominali crampifo rmi.
Patologie epatobiliari.
Molto raro: epatite, (compresi casi fatali), ittero.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.
Non comune: esantema (rash), prurito, orticaria; raro: angioedema; molto raro: alopecia (solitamente reversibile), fotosensibilita', porfiria, eritem a multiforme, reazioni bollose compresa la sindrome di Steven's-Johnso ne la necrolisi epidermica tossica, eritema nodoso, eritema cutaneo, li chen planus, pustole, eruzioni, Lupus Eritematoso Sistemico , reazioni di fotosensibilita' compresa la porfiria cutanea tarda ("pseud oporria") o l'epidermolisi bollosa, ecchimosi, porpora, sudorazione.
Patologia del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo.
Raro: mialgia, muscolare.
Patologie renali e urinarie.
Raro: compromissione della funzionalita' renale, glomerulonefrite; molto raro : nefrite interstiziale, necrosi papillare, sindrome nefrosica, insuff icienza renale, nefropatia, ematuria, proteinuria.
Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali.
Molto raro: induzione del travaglio.
Patologie congenite, familiari e genetiche.
Molto raro: chiusura del punto ad arterioso.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella.
Molto raro: infertilita' (nella donna).
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione.
Raro: edema periferico, in particolare nei pazienti ipertesi o con insufficienza renale, piressia (compresi brividi e febbre); molto raro: edema, sete, malessere.
Esami diagnostici.
Molto raro: aumento della creatinina sierica, alterazion e dei test di funzionalita' epatica, iperkaliemia.
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verifica dopo l'autorizzazione d el medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio contin uo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine puo' interessare negat ivamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.
I risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto e di mal formazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza.
E' stato ritenuto che il rischio aumenti con la dose e la durata della tera pia.
Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi del le ha mostrato di ridurre un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrio-fetale.
Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare , e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenet ico.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiomonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertens ione polmonare); fine renale, che puo' progredire in insufficie nza renale con oligo- idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungam ento del travaglio.