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Nurofen 24 Compresse Rivestite 200mg | Acquista Online su Farmaclick
Nurofen 24 comprime rivestite 200 mg
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Antinfiammatori e antireumatici non steroidei, derivati dell'acido pro prionico.
PRINCIPI ATTIVI:
Ibuprofene.
ECCIPIENTI:
Compresse rivestite 200 mg: croscarmellosa sodica, sodio laurilsolfato , sodio citrato, acido stearico, silice colloidale anidra, carmellosa sodica, talco, gomma arabica nebulizzato essiccato, saccarosio, titani o biossido, macrogol 6000, ossido di ferro nero (E 172) .
Compresse riv estite 400 mg: croscarmellosa sodica, sodio laurilsolfato, sodio citra to, acido stearico, silice colloidale anidra, carmellosa sodica, talco , gomma arabica nebulizzato essiccato, saccarosio, titanio biossido, m acrogol 6000, ossido di ferro rosso (E 172) .
INDICAZIONI:
Dolori di varia natura: mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori muscolari e osteoarticolari, dolori mestruali.
Coadiuvante nel trattam ento sintomatico degli stati febbrili ed influenzali.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDARI:
Pazienti con ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi d egli eccipienti.
Pazienti che hanno manifestato broncospasmo, asma, ri niti od orticaria successivi all'impiego di acido acetilsalicilico o di altri prodotti antinfiammatori non steroidei.
Pazienti con grave in sufficienza epatica, renale o cardiaca.
Pazienti con storia di emorrag ia o perforazione gastrointestinale, correlati a precedenti terapie co n FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei).
Pazienti con ricorrent i ulcere peptiche/emorragie in atto o pregresse (due o piu' distinti e pisodi di provata ulcerazione o sanguinamento).
E' controindicato dura nte l'ultimo trimestre di gravidanza e nei bambini al di sotto dei 12 anni.
Contiene saccarosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari ri di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento osio o da insufficienza di sucrasi isomaltasi non devono assumere ques to medicinale.
POSOLOGIA:
>>Somministrazione orale: non somministrare ai bambini di eta' inferiore re ai 12 anni.
Si consiglia ai pazienti con problemi di sensibilita' g cometrica di assumere il farmaco a stomaco pieno.
Se la sintomatologia p ersiste o peggiorare dopo un breve periodo di trattamento, seguire il medico.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piu' breve po ssibile necessario per controllare i sintomi.
>>Comprimere rivestite 20 0 mg.
Adulti e ragazzi oltre i 12 anni: 1-2 compresse, 2-3 volte al gi orno.
Non superare la dose di 1200 mg (6 compresse) nelle 24 ore.
Per gli anziani non sono richieste modifiche dello schema posologico.
>>Comprimere rivestite 400 mg.
Adulti e ragazzi oltre i 12 anni: una compressa 2-3 volte al giorno.
Non superare la dose di 1200 mg (3 compresse) nelle 24 ore.
Per gli anziani non sono richieste modifiche dello schema posologico.
CONSERVAZIONE:
Conservare le compresse rivestite 400 mg ad una temperatura non superiore ore ai 30 gradi C.
AVVERTENZE:
E' necessaria cautela nei pazienti con: lupus eritematoso sistemico o malattia mista del connettivo; storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiche', in associazione alla terapia con FANS, sono sta teenza riportata ritenzione idrica ed edema; alterazioni renali; disfunzio ni epatiche; difetti della coagulazione.
L'uso deve essere evitato in concomitanza di altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicl ossigenasi-2.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piu' bre ve possibile necessario per controllare i sintomi (vedere i rischi gas trointestinali e cardiovascolari di seguito).
Cautela e' (di scutere con il proprio medico o farmacista) prima di iniziare il trattamento positivo nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiche' in associazione al trattamento con i FANS sono stati ipertesi riscontrati ritenzione di liquidi, ed edema.
Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, p articolarmente ad alte dosi (2400 mg al giorno) e per trattamenti di l ungo periodo, puo' essere associato con un lieve incremento del rischi o di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardio o ictus).
Complessivamente, gli studi epidemiologici non suggeriscono ch e basse dosi di ibuprofene (per esempio, L.
1200 mg al giorno) siano a ssociate ad un aumentato rischio di infarto del miocardio.
Particolare deve essere la funzione cautelativa nel trattamento dei pazienti con alita' epatica o ridotta renale.
In tali pazienti e' opportuno ricorre al monitoraggio periodico dei clinici parametri e di laboratorio, specialmente in caso di trattamento prolungato.
I pazienti anziani hann o un aumento della frequenza delle reazioni avverse ai FANS, specialme nte emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fat ali.
Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi trointestinali, sono state riportate gas emorragia gastrointestinale, ulce razione e perforazione, che possono essere fatali.
Negli anziani e nei pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e' piu' alto con dosi aumentate di FANS.
Queste pazien ti devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose disponibile.
L'uso concomitante di agenti protettiri (es.
misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti ed anc he per pazienti chestina basse dosi di acido acetilsalicilico o al tri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointe li.
Pazienti con storia di tossicita' gastrointestinale, in particolar e anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusual e (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.
Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, come corticosteroidi orali, anticoagulant i come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina oa genti antiaggreganti come l'acido acetilsalicilico.
Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono il prodotto, il trattamento deve essere sospeso.
I FANS devono essere così mministrati con cautela ai pazienti con una storia di malattia gastroi ntestinale (colite ulcerosa, morbo tali di Crohn) poiche' condizioni p ossono essere esacerbate.
Gravi reazioni, alcune delle quali f atali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS.
Nelle prime fasi della terapia i paze ienti sembrano essere a piu' alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di tratt amento.
Interrompere alla prima comparsa di rash cutaneo, qualsiasi della mucosa o altro segno di ipersensibilita'.
In pazienti con asma bronchiale o malattie allergiche in atto o pregresse puo' insorge re broncospasmo.
Gli anziani hanno maggior rischio di conseguenze da r eazioni avverse.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati u sando la minima dose efficace per il minor tempo possibile.
Durante tr attacchi prolungati con prodotti medicinali analgesici a dosi superio ri a quelle indica puo' insorgere mal di testa che non deve essere ratttato con dosi maggiori del prodotto.
In generale, l'uso abituale di analgesici, soprattutto delle associazioni di diversi principi attivi analgesici, puo' portare una lesione renale permanente con rischio di i nsorgenza di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).
INTERAZIONI:
L'ibuprofene (come altri FANS) deve essere utilizzato con cautela in a ssociazione con: corticosteroidi (aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale), anticoagulanti (i FANS possono aumentar e gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin), agenti antiaggr eganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina, cioe' con SSRIs (aumento del rischio di emorragia gastrointestinale).
L'acido ac etilsalicilico e gli altri FANS possono far aumentare il rischio di re azioni avverse a carico del tratto gastrointestinale.
I FANS possono r idurre l'effetto di diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell'angiot ensina II.
In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per ese mpio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compr omessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclica o-ossigenasi puo' portare un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale, normalmente reversibile.
Queste interazioni devono essere considerate in p azienti che assumere il medicinale in concomit con ACE inibitori o antagonisti dell'angiotensina II.
Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani.
I pazie nti devono essere appropriati idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della ter apia concomitante.
Esistono dimostrazioni della possibilita' di un pot enziale aumento dei livelli di litio nel sangue, con possibilita' di r aggiungimento della soglia tossica.
Qualora tale associazione sia nece ssaria, monitorare la litiemia allo scopo di adattare la posologia del litio durante il trattamento contemporaneo con ibuprofene.
Esistono d imostrazioni della possibilita' di un aumento dei livelli plasmatici di metotrexato.
Esistono dimostrazioni di aumentato rischio di emartros i ed ematoma in pazienti emofilici sieropositivi per l'HIV se trattati contemporaneamente con zidovudina e ibuprofene.
I FANS possono aumentare l'effetto ipoglicemico delle solfoniluree spiazzandole dai siti di legame con le proteine plasmatiche.
Dati sperimentali che contengono l'ibuprofene puo' inibire gli effetti dell'acido acetilsalicilico ab asse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i sono somminis tra in concomitanza.
L'esiguita' dei dati e incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non tuttavia alla loro trarre le conclusioni definitive per l'uso continuativo di ibup rofene; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall'us o occasionale dell'ibuprofene.
EFFETTI INDIDERATI:
Non comuni (>=1/1000 <=1/100), rari (>=1/10000 <=1/1000), molto rari ( <=1/10000).
Alterazioni del sangue e del sistema linfatico.
Molto rari: di sordini ematopoietici (anemia, leucopenia, trombocitopenia, pancitopenia, agranulocitosi).
Le prime manifestazioni sono: febbre, mal di gola , ulcere superficiali del cavo orale, sintomi simil-influenzali, sposs atezza grave, sanguinamenti nasali e cutanei.
Alterazioni del sistema immunitario.
Molto rare: in pazienti con preesistenti disordini autoim muni (lupus eritematoso sistemico, malattia mista del connettivo) sono stati osservati durante il trattamento con ibuprofene casi isolati di sintomatologia da meningite asettica come rigidita' nucale, mal di te sta, nausea, vomito,
Alterazioni del sistema nervoso.
Non comuni: mal di testa e vertigini.
Disturbi oculari.
Molt o rari: qualche raro caso di alterazione oculare con conseguenti distu rbi visivi.
Alterazioni cardiache.
Non comuni: edema, ipertensione e insufficienza cardiaca sono stati seguiti in associazione con trattam enti con FANS.
Alterazioni dell'apparato gastro-intestinale.
Non comuni : disordini gastrointestinali quali dispepsia, dolori addominali e nau sea.
Rari: diarrea, flatulenza, stitichezza e vomito.
Molto rari: ulce re peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinali (talvolta fatale, negli anziani) melena, emate particolarmentemesi, stomatiti ulcera tive, esacerbazione di colite e morbo di Crohn meno frequentemente e' stata osservata gastrite.
Alterazioni del sistema epatobiliare.
Molto raro: disordini epatici, specialmente a seguito di trattamenti a lungo termine.
Alterazioni della cute e del tessuto sottocuteneo.
Molto rar e possono insorgere forme gravi di reazioni cutanee, quale l'eritema multiforme reazioni bollose sindrome di Stevens-Johnson e necr olisi epidermica.
Alterazioni renali e delle vie urinarie.
Mol to rare: possono verificarsi di esito positivo dell'escrezione ed ema, nonche' in particolarim ente a seguito di trattamenti a lungo aumento delle concentraz ioni seriche di urea.
Disordini generali e alterazione del sito di som ministrazione.
Non comuni: reazioni di ipersensibilita' con orticaria e prurito.
Molto rari: reazioni gravi di ipersensibilita'.
I sintomi p ossono essere: gonfiore del volto, della lingua e della laringe, dispn ea, tachicardia, ipotensione o shock grave.
Esacerbazione dell'asma.
S tudi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di ibuprofen e, particolarmente ad alte dosi (2400 mg al giorno) e per trattamenti a lungo termine, puo' essere associato con un lieve aumento del rischi o di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardio o ictus).
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine puo' colpire negativam ente la gestante e/o lo sviluppo embrio/fetale.
Dati ottenuti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto, malform azione cardiaca e gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintes i di prostaglandine durante il primo periodo di gravidanza.
Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1% fino a circa l'1,5%.
Si ritiene che il rischio aumenta con la dose e la durat a della terapia.
Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di ottenere un aumento della p erdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale.
Inoltre , un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministr ati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organo non genetico.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l'i buprofene non deve essere somministrato se non in casi rigorosamente ne cessari.
Se usato da donne in procinto di concepimento o durante il pr imo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattam ento devono essere rispettivamente la piu' bassa e il piu' breve possi bile.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori de lla sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e iperten sione polmonare); se renale che puo' progredire a insufficien za renale con oligoidroamniosi.
Inoltre possono esporre la madre e il neonato alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del mpo di sanguinamento (un effetto antiaggregante che può verificarsi a nche a dosi molto basse); inibizione delle contrazioni uterine risulta nte in travaglio ritardato o prolungato.
Di conseguenza, l'ibuprofene e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.
L'ibupro fene ei suoi metaboliti possono in basse concentrazioni nell'atte passare materna.
Nessun effetto pericoloso per i neonati e' ad oggi conos ciuto, quindi per trattamenti brevi con la dose raccomandata per dolor ee febbre, l'interruzione dell'allattamento non e' normalmente neces saria.
Ci sono dimostrazioni che i prodotti medicinali che inibiscono la sintesi di ciclossigenasi/prostaglandine possono causare un indebol imento della fertilità femminile per effetto sull'ovulazione.
Questo effetto e' reversibile dopo l'interruzione del trattamento.
La somminist razione del farmaco dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che sono sottoposte a indagini sulla fertilita'.