Voltadvance 25 Mg Polvere per Soluzione Orale 20 Bustine | Acquista Online su Farmaclick
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Voltadvance 25 Mg Polvere per Soluzione Orale 20 Bustine | Acquista Online su Farmaclick
Cos'è Voltadvance 25 mg Polvere per Soluzione Orale
Voltadvance è un farmaco antiinfiammatorio ed antireumatico non steroideo indicato per il trattamento di dolori di varia natura quali, ad esempio, dolori alle gambe, lombaggini, dolori muscolari, mal di testa e di denti, dolori mestruali .
Principio attivo
Diclofenac sodico.
Eccipienti
Compresse riveste con film: potassio bicarbonato; mannitolo; sodio laurilsolfato; crospovidone; magnesio stearato; glicerolo dibeenato; Clear ar Opadry (ipromellosa; macrogol).
Polvere per soluzione orale: potassio bicarbonato; mannitolo; acesulfame potassico; glicerolo dibeenato; un aroma menta; profumo gradevole.
Controindicazioni
Ipersensibilita' al principio attivo ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati; ulcera, sanguinamento o perforazione gastrointestinale in atto; storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti con FANS o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (a causa o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento); ultimo trimestre di gravidanza e durante l'allattamento; grave insufficienza epatica o grave insufficienza renale; diclofenac e' anche controindicato in pazienti nei quali si sono verificati, dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri FANS, attacchi asmatici, orticaria o riniti acute, reazioni anafilattiche o anafilattoidi; il prodotto non deve essere usato in caso di alterazioni dell'emopoiesi; in caso di terapia diuretica intensiva; il prodotto non deve essere assunto in caso di feci scure o contenenti sangue; insufficienza cardiaca congestizia conclamata (classe II-IV dell'NYHA), cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale; il farmaco non deve essere somministrato ai bambini di eta' inferiore a 14 anni.
Posologia
Adulti e adolescenti sopra i 14 anni: 1-3 compresse rivestite o bustine di polvere per soluzione orale al giorno, ai pasti, anche 2 in unica somministrazione.
La dose massima giornaliera e' di 75 mg.
Non superare le dosi consigliate; in particolare i pazienti anziani devono attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati.
Le compresse rivestite vanno deglutite intere, con acqua od altro liquido; le bustine di polvere vanno sciolte in un bicchiere di acqua prima dell'assunzione.
Si consiglia l'assunzione del prodotto a pieno stomaco.
Non superare i 3 giorni di trattamento.
Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo somministrando la minima dose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi.
Insufficienza renale: il medicinale e' controindicato nei pazienti con grave insufficienza renale.
Si raccomanda cautela nella somministrazione del farmaco in pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata.
Insufficienza epatica: il prodotto e' controindicato in pazienti con grave insufficienza epatica.
Si raccomanda cautela nella somministrazione del medicinale in pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata.
Conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Avvertenze
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.
Meglio l'uso di diclofenac in concomitanza con altri FANS sistemici, inclusi gli inibitori selettivi della ciclo-ossigenasi-2, a causa della mancanza di qualsiasi evidenza che dimostri potenziali sinergici e base di effetti su lati indesiderati additivi.
E' richiesta cautela negli anziani.
In particolare nei pazienti anziani fragili o in quelli con un basso peso corpo reo, si raccomanda l'utilizzo della piu' bassa dose efficace.
Possono verificarsi casi in rari casi reazioni anche allergiche, reazioni anafilattiche/filattoidi, senza esposizione diclofenac.
Diclofenac puo' mascherare i segni e i sintomi di infezioni a causa delle sue proprieta' farmacodinamiche.
L'uso prolungato di qualsia si tipo di antidolorifico per cefalee puo' peggiorarle.
Se si e' avuta o si sospetta questa situazione, interrompere il trattamento.
La diagnosi di cefalea da uso eccessivo di farmaci (MOH) deve essere sospettato in pazienti che hanno cefalee frequenti o quotidiane nonostante l'utilizzo regolare di medicamenti per la cefalea.
Sono state riportate e possono comparire in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali.
Esse hanno in genere conseguenze piu' gravi negli anziani; interrompere il medicinale.
E' obbligatoria una stretta sorveglianza medica e particolare cautela deve essere usata nel prescrivere diclofenac a pazienti con sintomi indicativi di disordini gastrointestinali (GI) o con una storia indicativa di ulcerazioni gastriche o intestinali, sanguinante o perforazione, malattie infiammatorie attesa intestinali .
Il rischio di sanguinamento GI e' piu' alto con dosi aumentate di FANS e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione.
Per ridurre il rischio di tossicità da trattamento gastrointestinale in pazienti con una storia di ulcera, in particolare se complica emorragia o perforazione , negli anziani il deve essere iniziato e mantenere la piu' bassa dose efficace.
L'uso concomitante di agenti protettivi e possono essere considerati per pazienti che possono essere utilizzati anche per pazienti che possono aumentare il rischio gastrointestinale.
Pazienti con storia di tossicita' GI, in parrticolare anziani, devono riferire sintomi addominale inusuale (soprattutto emorragia GI).
E' raccomandata cautela in pazienti che assumono medicinali concomitanti che possono aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, come corticosteroidi sistemici, anticoagulanti, agenti antiaggreganti o inibitori selettivi del reuptake della serotonina.
Anche in pazienti con colite ulcerosa o morbo di Crohn deve essere esercitata una stretta sorveglianza medica e cautela poiche' tali condizioni possono essere esacerbate.
In caso di prescrizione di diclofenac a pazienti affetti da insufficienza epatica e' necessaria stretta sorveglianza medica in quanto la loro condizione puo' essere esacerbata.
Possono aumentare i valori di uno o piu' enzimi epatici.
Durante trattamenti prolungati con diclofenac sono indicati come misura precauzionale regolari controlli della funzionalita' epatica.
Se i para metri di funzionalita' epatica risultano persistenti alterati o peggiorati, se si sintomi clinici o sintomi consistenti di epatopatia, o se si osserva altre manifestazioni, interrompe il trattamento.
Un'epatite con l'uso di diclofenac puo' verificarsi senza sintomi prodromici.
Particolare cautela deve essere posta nell'uso di diclofenac nei pazienti con porfiria epatica, in quanto possono scatenare un attacco.
Poiche' in associazione alla terapia con FANS, incluso diclofenac, sono stati conservati di fluidi ed edema e' richiesta particolare cautela in caso di insufficienza renale, storia di ipertensione, negli anziani, in pazienti in trattamento concomitante con diuretici o con medicinali che possono essere associati a un volume sufficiente sulla funzionalità renale ea quei pazienti con una sostanziale deplezione del volume extracellulare a causa.
In tali casi, quando si somministra diclofenac si raccomanda per la prevenzione il monitoraggio della funzionalità renale.
L'interruzione della terapia e' seguita da un ritorno alle normali condizioni pre-trattamento.
Gravi componenti alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FAN S.
Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a queste piu' al rischio per reazioni: l'insorgenza della reazione si verifica maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento.
Interrompere il farmaco alla prima comparsa di rash cutaneo, lesione della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita'.
Sperimentazioni cliniche e dati epidemiologici in modo coerente con un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi associati all'uso ad alte dosi (150 mg/di') e al trattamento a lungo ter mine.
I pazienti che presentano fattori significativi di rischio di essere solo dopo un'attenta considerazione.
I pazienti con insufficienza cardiaca congestizia (classe NYHA I) devono essere trattati con diclofenac solo dopo un'attenta valutazione.
Dato che i rischi del diclofenac possono aumentare con la dose e la durata dell'esposizione, si devono la minima durata possibile e la minima dose giornaliera efficace.
I pazienti devono prestare attenzione ai segni e sintomi di venti trombotici, che possono comportare senza sintomi premonitori.
Durante trattamenti prolungati con diclofenac, come con altri FANS, son o raccomandati controlli della crasi ematica.
Diclofenac puo' inibire temporaneamente l'aggregazione piastrinica.
Pazienti con difetti di emostasi devono essere limitati monitorati.
In con asma, rinite allergica stagionale, rigonfiamento della mucosa nasale, malattie polmonari ostruttive che accompagnano allergica in pazienti con sintomi simili alla rinite), sono piu' frequenti che altri pazienti rispondono ai FANS quali esacerbazioni dell'asma (cosiddetta intolleranza agli analgesici /asma da analgesici), edema di Quincke o orticaria.
Si raccomanda quindi speciale precauzione in tali pazienti (predisposizione all'emergenza).
Questo vale anche per i pazienti allergici ad altre sostanze, per es. con reazioni cutanee, prurito o orticaria.
Interazioni
Prima di utilizzare il prodotto, qualora si stessero assumendo altri farmaci, e' consigliabile informare il medico in quanto puo' essere necessario per il dosaggio od il trattamento.
Le seguenti azioni vanno osservate con diclofenac compresse gastroresistenti e/o altre forme farmaceutiche di diclofenac.
Litio: se somministrato in concomitanza, diclofenac puo' elevare le concentrazioni plasmatiche di litio.
Si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di litio.
Digossina: se somministrato in concomitanza, diclofenac puo' elevare le concentrazioni plasmatiche di digossina.
Si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di digossina.
Diuretici ed ag antipertensivi: i pazienti a trattamento con farmaci debbono a tali trattamenti il medico prima di assumere il prodotto.
Come altri FANS, l'uso concomitante di diclofenac con diuretici o agenti antipertensivi (es.: betabloccanti, inibitori dell'enzima dell'angiotens (ACE)) puo' causare una conversione del loro effetto antipertensivo.
Quindi, l'associazione deve essere assunta con cautela ed i pazienti, anziani, devono essere il monitoraggio periodico della loro pressione sanguigna.
I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e in seguito, in particolare per i diuretici e gli ACE ini bitori a causa di un aumentato di rischio nefrotocita'.
Altri FANS e corticosteroidi: l'uso concomitante di diclofenac e di altri antinfiammatori non steroidei sistemici o corticosteroidi puo' aumentare l'incidenza di effetti indesiderati gastrointestinali.
Anticoagulanti e agenti antiaggreganti: si raccomanda cautela in quanto la somministrazione ne contemporanea puo' aumentare il rischio di sanguinamento.
come da ai dati sperimentazioni cliniche non vi sia alcuna indicazione di un'influenza di diclofenac sull'effetto degli anticoagulanti, ci son o state isolate di un aumentato rischio di emorragia in pazienti riceventi diclofenac in concomitanza con anticoagulanti.
Per questi pazienti si raccomanda quindi un attento monitoraggio.
Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): la somministrazione contemporanea di FANS sistemici, incluso diclofenac, e SSRIs puo' aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale.
Antidiabetici: gli studi clinici hanno dimostrato che diclofenac puo' essere somministrato insieme ad antidiabetici orali senza che ne influenzano l'effetto clinico.
Tuttavia, sono stati necessari casi di effetto sia iposia trattamento iperglicemizzante, con la necessita' di tali casi possono tuttavia essere isolati la posologia degli antidiabetici somministrati durante il trattamento con diclofenac.
Per questo motivo, in caso di terapia concomitante, si raccomando e come misura precauzionale il monitoraggio dei livelli ematici di glucosio.
Metotrexato: diclofenac puo' inibire la liberazione tubulare renale di metotrexato aumentandone i livelli.
E' raccomandata cautela in caso di trattamento di FANS, incluso diclofenac, 24 ore prima o dopo un trattamento con metotrexate poiche' le concentrazioni ematiche di metotrexate e di conseguenza la tossicità di questa sostanza possono aumentare.
Ciclosporina: per il suo effetto sulle prostaglandine renali, diclofenac, come altri FANS, puo' aumentare la nefrotossicita' della ciclosporina.
Pertanto, diclofenac va somministrato a dosaggi inferiori a quelli che sono utilizzati in pazienti non in terapia con ciclosporina.
Farmaci noti per causare iperkaliemia: il trattamento concomitante con farmaci diuretici risparmiatori di potassio, ciclosporina, tacrolimus o trimetoprim puo' essere associato a un aumento dei livelli sierici di potassio, che devono essere quindi monitorati frequentemente.
Antibatterici chinolonici: sono stati segnalati casi isolati di convulsioni, probabilmente dovuto all'uso concomitante dei chinoloni e dei FANS.
Fenitoina: quando si utilizza fenitoina insieme a diclofenac, si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina a causa di un prevedibile incremento dell'esposizione alla fenitoina.
Colestipolo e colestiramina: questi agenti possono indurre un ritardo o una attesa nell'assorbimento di diclofenac.
Quindi, si raccomanda di somministrare diclofenac almeno un'ora prima o 4-6 ore dopo la somministrazione di colestipolo/colestiramina.
Potenti insieme inibitori del CYP2C9: si raccomanda quando si prescrive diclofenac a potenti inibitori del CYP2C9 (come sulfinpirazone e voriconazolo); cio' puo' portare ad un incremento significativo delle concentrazioni plasmatiche di picco e dell'esposizione a diclofenac, dovuto all'inibizione del metabolismo dello stesso.
Diclofenac puo' inoltre ridurre l'efficacia dei dispositivi intrauterini ed e' stato riportato o il rischio di inibizione dell'Interferone alfa.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono stati elencati di seguito per organo, apparato /sistema e per frequenza MedDRA.
Le frequenze sono definite come: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100 a <1/10); non comune (>= 1/1.000 a < 1/100); raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000) non nota.
I seguenti effetti dovuti a quelli ridotti con l'uso a breve o a lungo termine.
Qualora durante il trattamento dovessero apparire uno di questi effetti, si consiglia di inviare il farmaco.
Patologia del sistema emolinfopoietico.
Molto raro: trombocitopenia, leucopenia, anemia (compresa l'anemia emolitica e aplastica), agranulocitosi.
Disturbi del sistema immunitario.
Raro: ipersensibilita', reazioni anafilattiche e anafilattoidi (comprese ipotensione e shock); molto raro: edema angioneurotico (incluso edema facciale).
Disturbi psichiatrici.
Molto raro: disorientamento, depressione, insonnia, incubi, irritabilita', reazioni psicotiche.
Patologia del sistema nervoso.
Comune: cefalea, capogiri; raro: sonnolenza; molto raro: parestesie, compromissione della, convulsioni, ansieta', tremori, meningite asettica, memoria altera del gusto, accidenti cerebrovascolari.
Patologie dell'occhio.
Molto raro: disturbo della visione, visione offuscata, diplopia.
Patologie dell'orecchio e del labirinto.
Comune: vertigini; molto raro: tinnito, peggioramento dell'udito.
Patologia cardiaca.
Non comune: infarto miocardio, insufficienza cardiaca, palpitazioni, dolore toracico.
Patologie vascolari.
Molto raro: ipertensione, vasculite.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche.
Raro: asma (compresa dispnea); molto raro: polmonite.
Patologie gastrointestinali.
Comune: nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolore, flatulenza, anoressia addominale; raro: gastrite, emorragia gastrointestinale, ematemesi, diarrea emorragica, melena, ulcera gastrointestinale (con o senza sanguinamento o perforazione), secchezza della bocca e delle mucose; molto raro: colite (compresa colite emorragica ed esacerbazione di colite ulcerativa o morbo di Crohn), costipazione, stomatite (inclusa stomatite ulcerativa), glossite, disturbi esofagei, stenosi intestinale diaframma-simile, pancreatite, stipsi.
Patologie epatobiliari.
Comune: aumento delle transaminasi; raro: epatite, ittero, disturbi epatici; molto raro: epatite fulminante, necrosi epatica, insufficienza epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.
Comune: eruzione cutanea; raro: orticaria; molto raro: eruzioni bollose, eczema, eritema, eritema multiforme , sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell), dermatite esfoliativa, perdita di capelli, reazione di fotosensibilita', porpora, porpora allergica, prurito.
Patologie renali e urinarie.
Molto raro: insufficienza renale acuta, ematuria, proteinuria, sindrome nefrotica, nefriti interstiziali, necrosi papillare renale.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione.
Raro: edema.
Sperimentazioni cliniche e dati epidemiologici indicano in modo coerente un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio, infarto miocardico o ictus) associati all'uso di diclofenac, soprattutto ad alte dosi (150 mg/di') e al trattamento un lungo termine.
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto consentito un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Gravidanza e allattamento
L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.
Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza.
E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia.
Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di ridurre un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale.
Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, diclofenac non deve essere somministrato se non in casi rigorosamente necessari.
Se diclofenac e' usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il pr imo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere conservata la piu' bassa possibile e la durata del trattamento deve essere la piu' breve possibile.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); se renale, che puo' progredire nell'insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.
Di conseguenza, diclofenac e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.
Diclofenac passa nel latte materno in piccole quantita'.
Pertanto, diclofenac non deve esse re somministrato durante l'allattamento per evitare effetti indesiderati nel lattante.
L'uso di diclofenac puo' alterare la fertilita' femminile e non e' raccomandato in donne che desiderino concepire.
Deve essere considerato la sospensione di diclofenac in donne che devono difficolta' di concepimento o che siano sottoposte ad accertamenti sull'infertilita'.
Formato
Confezione da 20 bustine.